lunes, 11 de junio de 2007

Quando si prova a uscire dal tunnel dell'alcol

Saludos a todos:
Pues he vuelto después de yo qué sé cuánto tiempo. Qui si procede bene, hace calor y mucho sueño por eso de estar a lunes, pero esperemos que vaya a menos. Los excesos del fin de semana han hecho que me haya pasado medio día postrado en la cama (que, como mandan los cánones, ha sido la parte del día en que no me tocaba trabajar...) por culpa de un algo malo que me ha entrado en el estómago. Así que aquí estoy, con fiebre y a base de sueroral que no hay quién se lo beba y sin poder comer hasta mañana, más seis días a base del bebedizo ya mencionado y ausencia total de cualquier cosa que no sea pollo, arroz y manzana (voy a parecer la de La vida secreta de las palabras). Lo que yo daría aunque sea por una tortilla francesa...
Por lo demás, terminé por fin de leerme el último libro de la gran Rossana Campo, Più forte di me, e hice la reseña preceptiva, que pondré a continuación y me han publicado en la página web de su editorial, Feltrinelli. Me dieron las tantas escribiéndola en italiano (aunque con un poco de postedición) la semana pasada, pero ha merecido la pena. A quien sepa italiano se la recomiendo encarecidamente; a quien no, también, previo paso por un curso exprés de lengua (cualquiera menos ése de «L'italiano è molto facile e divertente»). Os dejo con la reseña de marras. Que tengan una buena semana.

Più forte di me certo che non è un libro simpatico, da leggere comodi scoppiando a ridere. È un libro che ci fa sentire la sofferenza e la difficoltà nei rapporti. Anche se alla fine del tunnel si può avere la speranza che ci sia la luce, il percorso attraverso le sue 276 pagine fitte fitte non è facile né per i personaggi né per noi lettori, il che non vuol dire che non ci siano dei momenti pieni di umanità e buon umore e speranza. Non scopriamo niente di nuovo se diciamo che Rossana Campo scrive dei dialoghi come nessuno. Ma qui c’è qualcosa che cominciava già a uscire nei suoi ultimi romanzi (per esempio, L’uomo che non ho sposato e Duro come l’amore) e che qui è ancora più evidente: il dialogo della protagonista con se stessa. I suoi pensieri duri e sinceri, e poi incontriamo le parole dei personaggi riempiono lo spazio della narrazione e finiscono all’improvviso. La realtà sembra schiacciare i tentativi di volo, e le cose in Più forte di me non sono come dovrebbero essere (o vorremmo che fossero), ma sono come sono. Per quello, gli elementi primordiali che stanno nella vita dei personaggi del romanzo sono così basici: l’amore e il sesso, la rabbia, le ferite, la gelosia e il raccontarsi e raccontare e stare aggrappati alla propria storia per sopravvivere. La gioia, si cerca nell’alcol, che pare l’unico appiglio alla vita, forse perché una bottiglia tace e non giudica e non rimprovera e sembra trasformare le cose. Ed è così radicale il soffrire della protagonista che alla fine la solita domanda che noi lettori ci facciamo quando leggiamo i romanzi di Rossana Campo (quanto c’è di vero qui?) non importa più e non lo vogliamo sapere: alla fine ciò che si impara è che quando le cose sembrano andare male veramente, ma veramente male, bisogna tenere duro, e che se si ha il coraggio di andare avanti, con pazienza e molto coraggio (e niente vergogna!) si può uscire.Per quanto riguarda la scrittura di Campo, possiamo dire —e non esageriamo— che c’è il meglio di tutta la sua opera: ci sono dei ricordi dell’infanzia come in In principio erano le mutande e Il pieno di super; ci sono i riferimenti alla pazzia ci fanno pensare a Sono pazza di te; le esperienze amorose distruggono i personaggi (come nell’Attore americano); e i dialoghi sono così agili, diretti e sinceri come quelli di Mai sentita così bene. I personaggi soffrono, sì, ma vivono! i personaggi in realtà hanno voglia di vivere, di amare, di girare pagina e ricominciare, anche se sanno già che probabilmente andranno di nuovo al tappeto. La cena preparata dal suo amico Fred negli ultimi capitoli secondo me è dei migliori pezzi mai scritti dalla grande Rossana Campo. C’è un lato negativo nel Più forte? Sì, che dopo averlo letto pensi che ora dovrai aspettare un bel po’ per leggere il prossimo. E che anche queste 276 pagine fitte fitte sono passate in fretta e le hai divorate in pochi giorni. Resta la curiosità e l’attesa di sapere cosa ci racconterà.Per finire, un consiglio per i lettori: il libro è diviso in tre parti e vi consiglio di fermarvi almeno per un giorno alla fine di ogni parte. Così non solo il romanzo dura di più, ma potrete entrare meglio dentro la storia, e fare vostra la filosofia di vita della Campo: che nella lotta giornaliera fra noi e la sofferenza e i casini possiamo farcela. Oh ragazzi, è molto più efficace di tante pillole questo libro, ve lo garantisco.


P.D. 1: Pregunta de la semana: ¿Escuchasteis las canciones de Alice Russell? ¿Y bien?
P.D. 2: Qué contento estoy desde que dejan los programas de Música es tres en su página web.

2 comentarios:

Danilac dijo...

Una buena resaca se arregla con una cerveza, hombre...
P.D.: Escuché a Alice Russel y su versión ralentizada del seven nation army. En mi trabajo ahora son fans.

Tiri no se adapta (a esta sociedad) dijo...

Pues no he escuchado a Alice Russel no, sorry